Usp di Belluno

Monitoraggio provinciale

 

ATTIVITA’ DELLE SCUOLE SULLA LEGALITA’

IN BASE AI DATI EMERSI DAL QUESTIONARIO

 a cura di Bruna Codogno e Francesco Foti

Il questionario offre una visione esaustiva delle attività e dei progetti sul tema della legalità realizzati nelle scuole statali della provincia di Belluno dall’anno scolastico 2004 / 05 ad oggi, in quanto la quasi totalità degli istituti scolastici statali ha risposto (più del 98 %). Per quanto riguarda le scuole paritarie, i dati si riferiscono solo all’ 1,96 % degli Istituti.

Nell’87 % delle scuole sono state realizzate attività didattiche incentrate sui temi dell’educazione alla legalità, spesso (70 % delle scuole) esse si sono configurate come veri e propri progetti inclusi nel POF dell’istituto.

E’ interessante notare che il numero di progetti e attività svolti nelle scuole è stato in costante aumento dal 2004/05 (azioni attivate nel 9,8 % delle scuole) al corrente anno scolastico 2008/09 (azioni avviate nel 54,9 % delle scuole).

 I contenuti dei progetti sono piuttosto articolati e spaziano da tematiche specifiche quali il riciclaggio dei rifiuti e l’educazione stradale per il conseguimento del patentino del ciclomotore, a tematiche molto più ampie quali il disagio adolescenziale e sociale e, genericamente, l’educazione alla legalità. Nella maggior parte dei casi il responsabile del progetto è un insegnante, spesso di lettere nelle scuole secondarie.

 L’obiettivo principale delle attività è teso a suscitare negli studenti comportamenti rispettosi del contesto sociale allargato (80,3 %), seguito dall’interiorizzazione di principi e valori democratici e costituzionali (70,5 %).

Ulteriori obiettivi perseguiti, seppur secondari, sono: la conoscenza di norme e regole del contesto scolastico e di leggi dell’ordinamento giuridico/istituzionale.

 Tutti i progetti realizzati hanno coinvolto gli alunni, e più di 1/3 anche i genitori.

Gli insegnanti seguono personalmente come operatori le attività nel 90 % dei casi, spesso affiancati da consulenti esterni (86 % dei casi).

In molte scuole l’investimento progettuale è continuativo: la progettazione è pluriennale nel 45 % delle iniziative e coinvolge più classi (54,9 %) o l’intero Istituto (35 %).

 I materiali prodotti sono di vario tipo, soprattutto cartelloni (64,7 %) e tesine (35,9 %), ma spesso anche altri prodotti (spettacoli teatrali, convegni, ecc.) nel 56 % dei casi.

 La metodologia adottata è in primo luogo la lezione frontale (84 %) e la discussione in classe (80 %), ma anche il lavoro di gruppo e individuale (68 % e 39 %) sono piuttosto praticati.

 I docenti ritengono di poter accrescere le competenze professionali di educazione alla legalità potenziando innanzitutto le proprie conoscenze di strategie e modalità didattiche (67 %) [1] e in secondo luogo acquisendo modalità e strumenti per valutare i bisogni, gli atteggiamenti e i comportamenti degli alunni in ordine alla legalità (62 %) 1 .

Vengono considerate condizioni importanti per l’attuazione dei progetti soprattutto la motivazione e l’interesse degli insegnanti a trattare il tema (79 %) 1 , e la collaborazione tra colleghi (67 %) 1 , mentre meno rilevanti sembrano essere le disponibilità economiche, di strumenti e di materiali da utilizzare e il fatto di avere del tempo a disposizione da dedicare all’attività.

 La motivazione e l’interesse degli allievi sono considerati molto o moltissimo importanti dal 49 % dei docenti (meno importanti comunque della motivazione e dell’interesse degli insegnanti).

Più rilevante è l’importanza attribuita alla sensibilità delle famiglie, dal 70 % considerata una risorsa molto o moltissimo importante.

 Infine una considerazione riguardo al 12,5 % di scuole che hanno dichiarato di non aver avviato alcun progetto sulla legalità negli anni considerati. Nell’87 – 90 % dei casi non forniscono motivazioni dell’inadempienza, per cui è difficile pensare a come supportarle in questo impegno.

Le scuole che adducono delle motivazioni, attribuiscono le difficoltà al fatto di avere privilegiato altri progetti educativi e formativi,  alla carenza di risorse di tempo, spazio, strumenti e infine alla mancanza di un’esplicita richiesta degli allievi a trattare la tematica.


 

 

 



[1] Somma delle percentuali di risposte “Molto” e “Moltissimo”