ATTIVITA’ DELLE SCUOLE SULLA LEGALITA’
IN BASE AI DATI EMERSI DAL QUESTIONARIO
Il questionario offre una visione esaustiva delle attività e dei progetti sul tema della legalità realizzati nelle scuole statali della provincia di Belluno dall’anno scolastico 2004 / 05 ad oggi, in quanto la quasi totalità degli istituti scolastici statali ha risposto (più del 98 %). Per quanto riguarda le scuole paritarie, i dati si riferiscono solo all’ 1,96 % degli Istituti.
Nell’87 % delle scuole sono state realizzate attività didattiche incentrate sui temi dell’educazione alla legalità, spesso (70 % delle scuole) esse si sono configurate come veri e propri progetti inclusi nel POF dell’istituto.
E’ interessante notare che il numero di progetti e attività svolti nelle scuole è stato in costante aumento dal 2004/05 (azioni attivate nel 9,8 % delle scuole) al corrente anno scolastico 2008/09 (azioni avviate nel 54,9 % delle scuole).
Ulteriori obiettivi perseguiti, seppur secondari, sono: la conoscenza di norme e regole del contesto scolastico e di leggi dell’ordinamento giuridico/istituzionale.
Gli insegnanti seguono personalmente come operatori le attività nel 90 % dei casi, spesso affiancati da consulenti esterni (86 % dei casi).
In molte scuole l’investimento progettuale è continuativo: la progettazione è pluriennale nel 45 % delle iniziative e coinvolge più classi (54,9 %) o l’intero Istituto (35 %).
Vengono considerate condizioni importanti per l’attuazione dei progetti soprattutto la motivazione e l’interesse degli insegnanti a trattare il tema (79 %) 1 , e la collaborazione tra colleghi (67 %) 1 , mentre meno rilevanti sembrano essere le disponibilità economiche, di strumenti e di materiali da utilizzare e il fatto di avere del tempo a disposizione da dedicare all’attività.
Più rilevante è l’importanza attribuita alla sensibilità delle famiglie, dal 70 % considerata una risorsa molto o moltissimo importante.
Le scuole che adducono delle motivazioni, attribuiscono le difficoltà al fatto di avere privilegiato altri progetti educativi e formativi, alla carenza di risorse di tempo, spazio, strumenti e infine alla mancanza di un’esplicita richiesta degli allievi a trattare la tematica.