Disagio Scolastico
SPORTELLO DI ASCOLTO 
Responsabili:
CODOGNO Bruna
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DE CAL Cristina
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Collaboratore:
GRANATA Claudio
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A volte la scuola non è una bella esperienza.
Se ti sembra di non riuscire a sfruttare pienamente quello che la scuola ti può offrire, queste pagine fanno per te! Ci troverai informazioni, notizie e spunti per "metter mano" a quello che non va.
Se sei in difficoltà o hai un dubbio puoi:
- Parlarne con uno dei tuoi insegnanti o al CIC della tua scuola
- Raccontare ciò che ti preoccupa telefonando al 329 360 3466 oppure venendo a trovarci il mercoledì pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 in via Mezzaterra 68
- Inviare un SMS al n° 329 360 3466: ti ricontattiamo noi al più presto
- Inviare una mail all'indirizzo; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
LO SPORTELLO E' APERTO A STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI
Disagio News
NEWS DISAGIO
- Incontri formativi di FormArte - Longarone e Ponte
- Laboratori "costruire il gruppo classe" - CTI Feltre
- Formazione "Costruire il gruppo classe per promuovere relazioni efficaci" - CTI di Feltre
- Iscrizioni corso cooperative learning - Agordo
- Laboratori per l'uso di sintesi vocale per alunni DSA - I.C. Fonzaso
- Iscrizioni corso cooperative learning - Pieve di Cadore
- Laboratori per alunni con DSA della Fondazione Progetto Uomo - secondo quadrimestre
- Iscrizioni corso cooperative learning - Feltre
- Esperti in DSA a disposizione delle scuole
- Incontro "Essere adolescenti oggi" - 25 novembre
- Convegno "Altre strade" - 25 novembre
- Formazione sull'apprendimento cooperativo
- Formazione "Assieme per l'adozione" - ULSS 1
- Sportello ascolto e segnalazione dei casi di disagio scolastico
- Disturbi del comportamento alimentare: iniziative dell'Ass. Margherita - Belluno
- Primo incontro con i referenti per il disagio e i DSA - lun. 17 ottobre
- Formazione "Valutazione e intervento nella letto/scrittura" - iscrizioni entro il 10 ottobre
- Bando Regionale progetti a sostegno degli allievi con difficoltà di frequenza e di apprendimento
- Concorso "Giovani generazioni: il diritto di esprimersi, esprimersi sui diritti"
- Richiesta nominativi referenti per il disagio
Rendicontazione attività disagio scolastico 2010 11
Sul sito dell'Ufficio Scolastico nell'area Disagio scolastico - Strumenti - è stata pubblicata la rendicontazione dell'attività relativa agli "Orientamenti" per la comunicazione tra scuola e servizi ULSS per il contrasto al disagio scolastico.
Strumenti
Strumenti per i docenti 
In questa sezione i docenti in genere e in particolare gli insegnanti referenti per il disagio scolastico possono trovare gli strumenti operativi necessari per un primo approccio alle situazioni di disagio che vengano rilevate nelle classi.
In particolare:
- nella sezione ORIENTAMENTI si trovano le schede di segnalazione delle situazioni di disagio e una dsescrizione delle relative procedure, leggermente diverse per le due uLSS della Provincia;
- nella sezione REFERENTI è pubblicato l'elenco dei docenti referenti per il disagio in ogni scuola; a queste figure possono rivolgersi Istituzioni e famiglie per avere informazioni sulla gestione dei casi di disagio, per segnalare difficoltà, proporre collaborazioni. Il docente referente per il disagio ha altresì un ruolo di coordinamento, supporto e informazione nei confronti dei colleghi.
- nella sezione FORMAZIONE vengono pubblicate notizie e materiali relativi ai corsi di formazione sul contrasto al disagio scolastico rivolti in primis ai docenti referenti e poi a tutti gli insegnanti e Dirigenti interessati.
Rendicontazione attività 2010/11
Alunni stranieri
Inserimento dei bambini/ragazzi stranieri di recente arrivo
L’alunno straniero non rappresenta di per sé un “problema” per la scuola. Casomai è una sfida educativa che la scuola deve accogliere. La condizione di “non italiano” di cui è portatore l’alunno può tuttavia mettere in difficoltà gli insegnanti, suscitando interrogativi e, talvolta, facendo sorgere delle situazioni di disagio nell’ambiente scolastico. In alcuni casi si rischia di confondere e mescolare le (ovvie e superabili) difficoltà che derivano al bambino o ragazzo dall'appartenere ad una cultura diversa da quella del posto (per lingua e costumi), con problematiche di tipo socio-familiare o personale-psicologico.
- Un gruppo di problemi si ricollega al primo ingresso a scuola dei bambini e/o ragazzi di origine straniera. L’azione della scuola deve tener conto di variabili quali il modo in cui sono arrivati in Italia; lo status di immigrati “regolari” o “irregolari” dei loro genitori; la loro età, il percorso scolastico pregresso (quali documenti lo attestano, in quale classe vanno inseriti…); la necessità di predisporre un particolare supporto linguistico, ecc.
- Un secondo gruppo di questioni va ricondotto alla frequenza scolastica. Questa può essere irregolare o saltuaria, connessa alla bassa o alta considerazione di cui gode la scuola nelle diverse culture. La discontinuità può dipendere anche da fattori pratici, come la comprensione, da parte della famiglia, delle regole di funzionamento della scuola italiana. Oppure può essere condizionata dal rapporto con i paesi di origine: periodici rientri in patria possono essere causa di interruzioni nella frequenza. Infine, la necessità di aiutare in casa o di lavorare in età precoce (specie ora che l'obbligo scolastico è stato innalzato a 16 anni), può provocare scarsa affezione alla scuola o l’abbandono scolastico.
- Un terzo gruppo di problemi va ricondotto all'esperienza in classe, con i compagni, con gli insegnanti, con il sistema scuola. Difficoltà possono presentarsi durante momenti come la mensa, la ricreazione, le gite, le uscite, le feste. In queste situazioni si presentano maggiormente le differenze di tipo culturale, in materia, per es., di rappresentazioni dei ruoli maschile e femminile; rapporto con l’autorità; relazioni tra pari; prescrizioni religiose; regole e abitudini nel campo dell’alimentazione, dell'igiene, dell’abbigliamento, ecc.
- Possono riscontrarsi anche problemi di natura economica, che incidono non poco sulla possibilità del bambino/ragazzo straniero di partecipare alla vita sociale della classe (ridotta disponibilità a festeggiare compleanni o altri mementi di socializzazione).
- Trasversalmente a queste tipologie di "problemi" si inserisce lo scoglio linguistico: come entrare in relazione con l’alunno e favorire il suo apprendimento in un contesto linguistico che non conosce e/o gli è totalmente estraneo? Come comunicare con la sua famiglia stante la difficoltà di parlarsi? A volte è proprio il figlio in età scolare l'unico membro della famiglia che ha acquisito dimestichezza con la lingua italiana, e si trova a fare da interprete tra gli insegnanti e i genitori: come procedere, considerando che l'oggetto della comunicazione tra scuola e famiglia è il figlio stesso, il suo modo di stare a scuola, i bisogni che ne scaturiscono?
- Infine, un nucleo ulteriore di problematiche riguarda le situazioni in cui alla difficoltà dell'essere straniero si sommano problemi familiari e/o psicologici, oppure difficoltà scolastiche preesistenti. Come leggere gli eventuali segnali di trascuratezza che sconfina nel maltrattamento, di aggressività che sconfina nel bullismo, di deprivazione culturale che può essere anche psicologica? Come questa lettura può/deve tener conto dell'essere straniero? E fino a che punto?


